La nostra storia

L'Istituzione Scolastica Statale Salvatore Cantone ha ereditato dalla mitica Scuola Magistrale, nata nel 1957 come primo Istituto Secondario Superiore nel territorio di Pomigliano d'Arco il ruolo di importante punto di riferimento per numerose generazioni di adolescenti da essa svolto per quanta lunghissimi anni in ambito culturale e professionale.
Quando infatti, a partire dai primi anni Ottanta, il ruolo della Scuola Magistrale incominciò ad essere messo in discussione e si iniziò a dubitare della sua reale capacità di rispondere alle complesse problematiche che la società poneva con rinnovata urgenza, si aprì un dibattito, che si fece sempre più incisivo con il passare del tempo e che lasciò emergere l'esigenza di aderire ad una cultura della riforma e quindi ad una scelta sperimentale. Fu così che, dall'anno scolastico 1986/87, si avviò un complesso itinerario sperimentale che si articolò in vari momenti prima di approdare all'autonomia.


La prima fase: 1986 - 1994

Nato da un'accertata inadeguatezza della Scuola Magistrale, fu per primo il Liceo Pedagogico a porsi come risposta innovativa alle esigenze dell'ambiente socio culturale nel quale la scuola era chiamata a operare. Ma pur suscitando entusiasmo all'interno e consensi all'esterno, esso si trovò subito a dover risolvere un problema urgente, quello del rapporto tra il liceo e la professionalità: il Liceo pedagogico avrebbe dovuto svolgere la duplice funzione di diploma compiuto e orientamento universitario o solo quello di orientamento universitario??? Una prima verifica, effettuata nel corso dell'anno scolastico 1987/88, pose con chiarezza il problema del rapporto tra cultura e professionalità e , pur non prospettandone una soluzione definitiva, portò una revisione del progetto: fu ridefinito il quadro orario, fu riletto criticamente il profilo delle discipline, furono eliminate le materie a contenuto più marcatamente professionale e fu ampliata l'area di indirizzo del triennio. Ora la sperimentazione sembrava avere un ruolo adeguato e un'identità precisa, per cui era possibile avviare una sistematica riflessione sugli altri nodi problematici ancora aperti.
Divenne così piuttosto evidente che la presenza di un apparato burocratico-amministrativo eccessivamente soffocante mal si addiceva a un progetto che della libertà (didattica e organizzativa) faceva uno dei requisiti fondamentali. Si pose dunque, fin dagli inizi degli anni Novanta il problema dell'acquisizione di spazi sempre più vasti di autonomia e tra gli operatori il dibattito cominciò a farsi proficuo e ricco di prospettive.

La seconda fase:1995-1996

Il complesso delle riflessioni e delle discussioni si concretizzò intorno all'idea di ulteriori proposte di modifica. Fu a questo punto che le sollecitazioni provenienti dal dibattito pedagogico in atto a livello nazionale e quelle provenienti dal Ministro,sempre più propenso a favorire l'introduzione del Progetto Brocca, ci convinsero a operare un ulteriore salto di qualità che consentiva sia di far riferimento a un complesso di idee ampio e articolato sia di risolvere nell'ottica della professionalità di base la questione del rapporto tra diploma finito e orientamento.in questa ottica va considerata l'opposizione a favore di un indirizzo scientifico, che da una parte parve offrire la possibilità di dare equilibrio all'impianto complessivo dell'Istituto in quanto rifletteva nella sua struttura quella sintesi di metodo e procedura scientifica intorno a cui si era affinata tanta parte della nostra pregressa esperienza educativa; e dall'altra parte apriva ulteriormente la scuola al territorio,colmando un vuoto nel comprensorio di Pomigliano d'Arco,come dimostrò subito il buon successo conseguito dalle iscrizioni.

La terza fase: 1997- 2000

Il definitivo tramonto della Scuola Magistrale (il cui corso di studi ordinario fu soppresso dal Decreto Interministeriale del 10 marzo 1997) rese evidente che esisteva uno spazio educativo di tipo liceale che non era adeguatamente coperto nell'ambito dell'istituto e che, viceversa, rispondeva a precise esigenze presenti sia nel più ampio contesto nazionale sia nel più specifico contesto territoriale.Una società sempre più multi- etnica infatti sembra rendere necessario uno specifico indirizzo di studio centrato sulla conoscenza della pluralità delle culture, delle strutture e delle stratificazioni sociali, delle articolazioni normative ed economiche, dell'insieme delle dinamiche formative e della dimensione psicologica propria dei comportamenti individuali e collettivi (come affermato da un Gruppo di lavoro che si è incontrato a Roma il 7 febbraio 2000).In quest'ottica si spiega l'ulteriore arricchimento che alla nostra Istituzione Scolastica è stato apportato dalLiceo delle Scienze Sociali, operativo a partire dall'anno scolastico 1998/99.
Nello stesso periodo l'approvazione da parte del Parlamento della legge dell'autonomia (n° 59/97) sembrò rappresentare il nostro Istituto l'approdo naturale di un lungo itinerario, mentre il D. M. 765/97 e la L . 440/97 parvero gli strumenti più adeguati per connotare ulteriormente la nostra Scuola come struttura originale ed autonoma sul territorio. Fu elaborato un Progetto di sperimentazione per l'autonomia per l'anno scolastico 1988/89 e Piano per l'Offerta Formativa per il 1999/2000.

La quarta fase: 2001- ad oggi

Con l'inizio dell'anno scolastico 2000/01 è stata finalmente conquistata quella autonomia che era già apparsa come essenziale nella prima fase della nostra sperimentazione.