TERRITORIO




Storia di Pomigliano d’Arco

Pomigliano d'Arco, nasce da un accampamento romano, quando dopo la seconda guerra punica, l'egemonia di Roma sull'Italia, si affermò ancora di più. In seguito alla caduta dell' impero romano, divenne terra di conquista da parte dei Barbari, dei Bizantini, ed infine dei Longobardi. Le popolazioni vivevano in uno stato di miseria assoluta, dipendevano da chiese, conventi, o da un signore, cui li legavano o prestazioni, o servizi personali. Con il passare del tempo, questi coloni, cominciarono a migliorare le loro condizioni di vita, aggregandosi in piccoli villaggi, dando origine a Pomigliano d'Arco. Attualmente, Pomigliano d’Arco è la città del Meridione nota per avere uno dei poli industriali più importanti del Sud. Negli ultimi anni ha cambiato fisionomia, annoverando una serie di concretezze, che ne hanno cambiato il volto, le vocazioni, le aspirazioni.

 


Origini del nome

Riguardo all'appellativo di Pomigliano si fanno due ipotesi. La prima si riferisce al fatto che i padri fondatori si raccolsero nel luogo detto della gens Pomèlia, e perciò detto Pomelianum, intorno alla chiesa di S. Felice, mentre la seconda ipotesi presume che Pompilianus sta a significare: territorio appartenente alla famiglia dei Pompilii. Al nome fu aggiunto ”D’Arco ”perché fu costruita nei pressi dell’acquedotto ad archi, fatto costruire dall’Imperatore Claudio nell’anno 20 a.C che fino al XVIII, era visibile in Pacciano.

 


Cronologia degli eventi più significativi

  • Nel 1237 nella Biblioteca Nazionale di Firenze, fu rinvenuto un diploma del RE Carlo I D’Angiò ,nel quale si legge che Pomigliano Foris Arcora, era il 33° Casale di Napoli. Come tale usufruì per molti decenni dei tanti vantaggi ad essi attribuiti. In questo periodo Pomigliano D’Arco era diviso in due quartieri: Chiazza, dal nome dell’ antico palazzo Primicile circondato da una grande piazza: Chiazza dei Primicile; il secondo ,quartiere si chiamò Terra ,che comprendeva l’attuale via Vittorio Emanuele.
  • Nel 1499, Pomigliano D’Arco fu saccheggiata dai francesi ,sotto il Re Carlo III D’Angiò.
  • Nel 1631, l’eruzione del Vesuvio, distrusse parte di questa città e l’acquedotto Carmigliano.
  • Nel 1860 fu capoluogo di circondario e dipendeva dal dipartimento Terra di Lavoro, dalla provincia di Capua e dal distretto di Casoria.
  • Nel 1887 cominciò lo sviluppo industriale
  • Nel 1939, con la nascita dell’Alfa Romeo, inizia per Pomigliano D’Arco l’epoca degli insediamenti industriali, che ne hanno deformato l’aspetto topografico, culturale e modificato anche le più antiche tradizioni.
  • Nel 1940, fu aggiunto un terzo quartiere, detto delle "Palazzine" o "San Martino"
 


Economia

Pomigliano d'Arco è un centro a vocazione industriale sin dal 1887. Nel periodo fascista fu stabilito nella zona ad Est del centro cittadino un aeroporto a servizio delle aziende aeronautiche locali. Esso fu bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente chiuso, anche per la crescente importanza del vicino aeroporto di Capodichino. Oggi quella che fu l'area di sviluppo industriale ospita uno dei più importanti poli industriale e di ricerca applicata in Italia, che annovera, tra le altre, la Elasis (società di progettazione e ricerca del gruppo Fiat), gli stabilimenti Alfa Romeo (dalle cui linee escono modelli quali l'Alfa 159 e l'Alfa 147), Alenia Aerospazio e Avio (ex Alfa Romeo Avio).

 


Università e cultura

La città ospita, nella prestigiosa sede di Palazzo dell'Orologio, la sede didattica del corso di laurea in Turismo per i beni culturali dell'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, appartenente alla classe 39 (Scienze del turismo) e afferente alla facoltà di Lettere.
La città è inoltre sede del prestigioso premio internazionale "Città di Pomigliano d'Arco", biennale di poesia, narrativa, arti visive e giornalismo fondata da Tina Piccolo nel 1992.
Ogni anno in luglio vi si svolge un festival jazz pomiglianojazz di respiro internazionale.
In tale contesto si innestano i vari tipi di istruzione secondaria superiore, tra cui il Liceo “S. Cantone”, sito in via Savona. La denominazione dell’Istituto in questione risale all’avv. Salvatore Cantone (n.08/04/1882-m.22/01/1943), il vero “genius loci” di Pomigliano d’Arco. Nei suoi scritti, dietro l’apparente levità della conferenza o dell’articolo divulgativo, viene celata una fine acribia filologica, un oculato studio dei documenti, come testimoniano le approfondite conoscenze non solo del greco e del latino, di cui era maestro, ma anche del sancrito e dell’osco.

 



Il territorio

Il territorio di Pomigliano d’Arco si estende per 11,44 Kmq di superficie, sull’antica diramazione della via Appia, che partiva da Roma per pervenire a Brindisi.
L’abitato sorge sulla pianura che, a mezzogiorno, è delimitata dal rilievo vulcanico del monte Somma, ad oriente dai colli del Nolano, a settentrione dallo sprone che parte dai monti di Avella e scende degradando verso Cancello, ad occidente si confonde con la più vasta piana del Volturno.
L’altezza media dell’agglomerato urbano sul livello del mare è di circa 33 mt., risultando di qualche metro più elevato nella zona del Carmine. La natura del sottosuolo pomiglianese è alternata da rocce effusive a formazione tufacea e da depositi alluvionali, con una certa prevalenza di materiali vulcanici per la vicinanza del Somma Vesuvio.